Anello della Cua – da Pagliaro a Roccaforte e ritorno.

Un paio di domeniche fa abbiamo guidato fino a Pagliaro, nella nostra Val Borbera, per completare “l’anello della Cua“, che dalla cittadina ci avrebbe portato a Roccaforte e ritorno. Posteggiamo lungo la strada e ci immettiamo nel letto del fiume: il percorso infatti inizia qui sul greto (dove tra l’altro vediamo della spazzatura da Covid abbandonata…), in direzione Pagliaro Inferiore finché alla nostra sinistra non vediamo spuntare la torretta della Ca’ D’ Mestrin.

Si tratta di una vecchia casa abbandonata, costruita – con grande maestria – su un roccione che guarda verso il paese. Cerchiamo tra le frasche una traccia per salire alla casa e quando ci arriviamo, sporgendoci oltre il vano della porta, vediamo un salottino abbandonato, con sedie, mobili e persino uno scarpone!

Usciti dalla casa, torniamo sul sentiero sterrato che la costeggia e ci ritroviamo di nuovo sul letto di un rio. Le nuvole si rincorrono sopra di noi e ormai è quasi mezzogiorno, così cerchiamo un punto riparato e ci sediamo per pranzo. Dopo esserci rifocillati, ritorniamo in marcia e arriviamo al Logu du Paio, una conca con una pozza d’acqua che probabilmente era un bel lago un tempo, con tanto di scalettina di pietra e corrimano (magari ci si tuffava da qui!)

A quel punto, dopo aver camminato ancora un pochino sulla ghiaia, ecco davanti a noi la “cua“, una coda detritica che divide in due la valle del Rio Praino, sul quale abbiamo camminato fin’ora: alla sua destra si vede il Monte Poggio e a sinistra le rovine del castello di Roccaforte. Saliamo ripidissimi, imbattendoci anche nei resti di una teleferica, saliamo e saliamo e la cua sembra finire dritta tra le nuvole. Finirà davvero? Spianerà prima o poi?

Ma la fatica è premiata dal paesaggio alle nostre spalle: la vista infatti spazia a 360° su tutta la Val Borbera, è davvero meraviglioso!

Arriviamo finalmente in cima, con non poca fatica dato che la traccia è praticamente inesistente, e scolliniamo in un’ampia carreggiata che ci porta tranquilla fino a Roccaforte. Abbiamo poca acqua e speriamo di trovarne dalla Chiesa, ma niente da fare, bisogna scendere in paese…valutiamo la strada che ci manca e l’acqua che ci resta e dato che non manca poi molto, decidiamo di proseguire verso la fine del percorso!

Evitiamo però di salire alle rovine del castello Spinola, proprio per non allungare troppo la strada; ci andremo un altro giorno! Ormai la strada è facile, è ampia e ben battuta e dopo poco tempo iniziamo a scendere verso Pagliaro. E qui, sulla sinistra, vediamo un pratone in fondo al quale spunta la torretta della Ca’ D’ Mestrin: siamo davvero tornati al punto di partenza! Arrivati al fiume, sentiamo lo scroscio di una fontana: è solo un tubo da cui sgorga acqua fresca ma ne approfittiamo comunque per riempire le borracce e sciacquarci dal sudore. Riattraversiamo per l’ultima volta il letto del fiume e torniamo all’auto… E’ stata una bella scarpintata, non adatta a tutti data la difficoltà di certi tratti, ma che ci ha regalato dei panorami indimenticabili.

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