Domenica, libri e camminate.

Prima che tutta Italia fosse dichiarato zona rossa, io e Simone ci siamo concessi una bella passeggiata sulle nostre colline, in Val Borbera, da Costa Merlassino alla chiesa di Rivarossa.

Il paese, ormai disabitato, di Rivarossa faceva un tempo parte del comune di Molo Borbera ma, col passare degli anni e anche a causa della posizione geografica, venne abbandonato a metà circa del 1900. Buona parte delle case è diroccata; resta intatto un vecchio pozzo, un edificio trasformato in bivacco nel 2006 e la bella chiesetta in cima al paese.

Il sentiero (200 del CAI) inizia accanto alla chiesa di Costa Merlassino (dove si può posteggiare), è una rotabile sterrata che costeggia alcune belle ville e ci permette di godere di uno splendido panorama a 360° sull’intera Val Borbera. Dopo qualche tornante il sentiero inizia a salire rapidamente verso un piccolo gruppo montuoso esposto al sole.

Si tratta del Monte Barillaro, la cui cima è raggiungibile (stando al cartello, in 5 minuti) con un sentiero praticamente verticale. Noi decidiamo di seguire il sentiero principale. La strada che fino ad ora era esposta al sole, talmente caldo da farci spogliare, ora rimane in ombra e scopriamo con sorpresa di trovare intere porzioni coperte di neve! Ci copriamo subito, il cambio di temperatura si sente subito, ma il freddo non fa un becco ai fiori che sbocciano attorno a noi. Primule, bucaneve, violette ed ellebori ovunque!

Seguiamo le indicazioni per Rivarossa (ora sentiero 208) fino alla sella del Monte Gavasa. Si apre davanti a noi ancora una volta uno splendido paesaggio: vediamo il Giarolo innevato e le altre cime dei nostri Appennini colorate di bianco! E’ mezzogiorno e quindi ci fermiamo per pranzare con un avanzo di pizza fatta in casa la sera prima: che bontà! Un frutto, un sorso d’acqua dalla nostra borraccia di Vargo Outdoors, infiliamo nello zaino la nostra spazzatura (sempre) e ripartiamo.

La strada, ormai piana) torna al sole e ci porta dolcemente fino alla chiesetta di Rivarossa. Siamo arrivati! Ci sono due signore sedute al sole che chiacchierano; noi ci allontaniamo un pochino, in direzione del Bivacco Marchesotti, per rispettare le norme di sicurezza anche all’aria aperta e ci allunghiamo sul prato. Che piacere!

Il ritorno sarà sulla stessa strada e in 4 ore totali siamo di nuovo al furgone. Data la bella giornata decidiamo di fare un giro in auto e finiamo a Cabella a visitare lo spot di @bookcrossingcabellainpiazza: qui, in un angolino della piazza principale, è possibile scambiare libri. Bookcrossing significa condividere i libri e le emozioni che li accompagnano, abbandonandoli nelle mani di altre persone che, a loro volta, leggeranno e si emozioneranno, in un circuito senza fine.

Io avevo ricevuto dei libri e a mia volta ne ho donati. Se passate in Val Borbera, fermatevi anche voi in uno dei numerosi spot su e giù per la valle!

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