Forte di Bard: una domenica di foto.

AVVISO AL PUBBLICO
Il Forte di Bard è regolarmente aperto. In riferimento all’emergenza Coronavirus, la situazione sul territorio regionale della Valle d’Aosta è ritenuta dalle autorità competenti sotto controllo. L’avviso resta in vigore sino a nuove future disposizioni.

Sono ormai anni che frequento il Forte di Bard, in Valle d’Aosta, per via delle splendide e variegate mostre che ospita in ogni stagione. Il Forte risale all’800 e svetta sopra la Dora nei pressi dell’abitato di Hone. Il complesso monumentale, ristrutturato splendidamente in tempi recenti, si sviluppa verso l’alto – partendo dal bellissimo borgo storico (uno dei più belli d’Italia) – con una serie di ex strutture militari fino ad arrivare alla cima. Nei “corpi di fabbrica” (Opera Mortai, Vittorio, Ferdinando e Carlo Alberto) sono situate le mostre del Forte, alcune stabili ed altre che cambiano di anno in anno.

C’è, ad esempio, la mostra sugli Avengers, dato che il Forte è stato utilizzato come location per Age Of Ultron, e il Museo delle Fortificazioni; ma anche percorsi interattivi per ragazzi, laboratori didattici e tanto altro. Io e Simone invece ci torniamo almeno un paio di volte l’anno per via delle mostre fotografiche temporanee del National Geographic (il Wildlife Photographer of The Year) e non solo; abbiamo visto Steve McCurry, Elliot Erwitt e, questa domenica, anche Stefano Unterthiner.

Immagine di proprietà di Yongqing Bao

L’esposizione del Wildlife Photographer of The Year (arrivato alla sua 55° edizione) raccoglie più di 100 immagini dei fotografi che hanno partecipato al concorso annuale indetto dal Natural History Museum di Londra. I temi sono svariati ma tutti legati dallo stesso afflato: la rappresentazione della Natura, con le sue meraviglie e i suoi problemi. Il vincitore del 2019 è il fotografo cinese Yongqing Bao con lo scatto “The Moment”. L’immagine ritrae lo scontro tra una volpe e una marmotta, uscita dalla sua tana dopo il letargo, in Tibet. 

Immagine di proprietà di Stefano Unterthiner

L’altra mostra temporanea che abbiamo visionato domenica è On Assignment, una vita selvaggia di Stefano Unterthiner, fotografo italiano che lavora con National Geographic. La mostra raccoglie i progetti svolti “on assignment“, cioè su commissione per la rivista, in varie parti del mondo (Italia, Australia, Cile, India ecc) e che raccontano un totale di dieci reportage tematici diversi.  A questi si aggiunge una parte molto speciale che presenta in anteprima alcune foto del progetto Una famiglia nell’Artico, dedicato al soggiorno di un oltre un anno che il fotografo e la sua famiglia stanno effettuando alle Isole Svalbard per documentare il cambiamento climatico. Si possono seguire le loro avventure anche sui social seguendo l’hashtag #unafamiglianellartico.

Insomma, per chi fosse interessato ad una domenica alternativa, ecco qui i miei suggerimenti. E se volete concludere con un buon pranzo, allora fidatevi di me e andate al Bar Ristorante Mellier (fraz. Mellier, 15km dopo Bard verso la valle di Champorcher): potrete gustare la polenta concia con carbonade PIU’ BUONA che io abbia mai mangiato! E preparatevi, perché le cameriere portano il bis a chi lo vuole!

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