Sapore di mare.

San Rocco di Camogli – Punta Chiappa – Batterie – San Rocco

Un paio di domeniche fa io e Simone siamo partiti per la Liguria, con l’intenzione di compiere l’anello che da Camogli porta a San Fruttuoso e Portofino. Tuttavia, arrivati dopo l’ex area militarizzata delle Batterie, davanti ad una parete di roccia attrezzata con catene, ho avuto un bell’attacco di panico che ci ha causato il ritorno immediato sulla strada dalla quale arrivavamo…e quindi niente San Fruttuoso né Portofino e neanche traghetto.

Il sentiero è effettivamente segnalato sui numerosi segnavia come “molto impegnativo” e dunque lo sconsiglio a chi non sia attrezzato o un po’ pratico di sentieri impervi (o a chi, come me, le rocce esposte le odia e le teme profondamente). Il percorso che invece siamo riusciti a completare dura circa quattro ore e ci ha permesso di ammirare la bellezza di Punta Chiappa e dei promontori selvaggi della Liguria!

Iniziamo posteggiando a San Rocco di Camogli, una frazione dalla cui chiesa scendiamo un migliaio di scalini che ci portano tra ville e ristorantini fino all’area portuale di Porto Pidocchio. Al momento sembra tutto abbandonato, ma semplicemente non è stagione: qui, d’estate, dev’esserci un bel via vai di turisti, locali, pescatori e via dicendo. Da lì poi si raggiunge Punta Chiappa, una lingua di roccia che si protende in mare, ricoperta di fichi d’india selvaggi ed enormi. Becchiamo anche una famigliola di capre che ci osserva con sguardo incuriosito!

Il meteo è variabile, il sole continua a sparire tra le nuvole, ci facciamo una foto insieme e poi ritorniamo sui nostri passi. Un poco più indietro, infatti, parte la deviazione del sentiero che porta verso le Batterie prima e San Fruttuoso poi. Qui iniziano gradoni e gradoni e gradoni: saliamo tra rocce, pini marittimi e capre (ovunque!) e possiamo godere di una vista bestiale sul golfo di Portofino.

Attenzione perché dopo le Batterie, un vecchio complesso difensivo con un paio di bunker e casematte risalenti al primo dopo guerra, inizia la parte impegnativa del percorso! Traversando sugli scogli rocciosi dei promontori si è esposti al vento e i sentieri diventano difficoltosi e spesso attrezzati con catene. Siamo a metà strada quando io mi pianto e non mi muovo più. Simone salta su e giù dalla roccia per mostrarmi i passaggi da fare ma non c’è verso: IO LI’ NON CI PASSO NEANCHE MORTA. Con l’ansia che lentamente se ne va e un po’ di sensi di colpa, torniamo indietro.

Saliamo dalle Batterie, così da evitare il sentiero dell’andata, ci fermiamo a mangiare un boccone e riprendiamo il sentiero questa volta più pianeggiante. In poco tempo siamo di ritorno a San Rocco. Dato che è ancora presto, decidiamo di scendere a Camogli per qualche foto al porticciolo ed un pezzo di focaccia di Revello, uno dei forni più noti della città. Il tempo però peggiora in fretta e dopo, un giro nel borgo, torniamo di corsa alla macchina inseguiti da un temporale.

La focaccia, per quel che mi riguarda, cura sempre ogni senso di colpa e placa ogni angoscia!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Veronica ha detto:

    Io sono appena tornata da Vernazza dove ho fatto lo splendido sentiero Azzirro che la collega a Monterosso….un trekking fantastico…mi sono innamorata della Liguria e credo proprio di tornarci magari facendo questo bel percorso che hai descritto❤

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    1. L’avevo fatto tantissimi anni fa, che viste che ci sono!

      Piace a 1 persona

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