Apulia Bike Trail: l’esperienza di Simone.

A ottobre Simone e il suo amico Davide sono partiti alla volta della Puglia per un viaggio in bici di 700km, tra Gargano, trulli e spiagge incredibili. Seguendo le tracce della Apulia Bike Trail, un evento di bikepacking senza supporto tecnico e logistico, sono arrivati col VanRooster a Peschici e da lì hanno pedalato fino a Santa Maria di Leuca in poco meno di una settimana. Ma che cos’è il bikepacking? Si tratta, leggiamo sul sito del trail, di un viaggio in bicicletta di almeno due giorni consecutivi, una vera e propria “disciplina di viaggio” che prevede l’utilizzo di borse da applicare al telaio della bicicletta (diverse dal cicloturismo perché non sono quelle montate lateralmente sul portapacchi). Questo permette di poter intraprendere qualsiasi itinerario, compresi quelli che si sviluppano sui sentieri di montagna. Ecco perché il bikepacking attrae da anni una particolare tipologia di biker: sicuramente viaggiatore, sicuramente avventuriero.

Ritrovarsi a pedalare tutti i giorni più di 100km, e magari con UN PAIO di migliaia di metri di dislivello, non è cosa da tutti; si tratta di uno sport di resistenza e non solo fisica – anche se per ovvie ragioni la preparazione sportiva è indispensabile. Bisogna avere la testa ben salda per i momenti di crisi (che puntualmente arrivano) e una certa consapevolezza del proprio corpo, per capire quanto ancora si può andare avanti e quando è invece ora di fermarsi. Ma è facile per me parlare, dato che mentre lui pedalava io ero comoda comoda sul nostro divano di casa! Sentiamo invece cosa ci dice Simone…

Da quanto tempo vai in bici e quando hai iniziato a maturare l’idea di un simile viaggio? La bicicletta mi piace da quando ho 18 anni ma seriamente non ci sono mai andato. Mi sono allenato sul serio solo per due eventi, questo e il Tuscany Trail nel 2016 (sempre bikepacking). Quest’anno mi è venuta voglia di riprovarci perché sono stato più costante nella bici e la Puglia è stata la scelta più adatta date le mie esigenze (ferie, meteo favorevole, costi eccetera).

Che cos’è, per te, il bikepacking? Bicicletta, borse e amici! E via!

Come vi siete allenati? Davide è nato allenato! Io invece ho cercato di stare il più possibile col culo sulla bici, facendo anche qualche giro sopra i 100 km e altri con più di duemila metri di dislivello, per essere pronto a quello che mi aspettava, ma l’importante alla fine è stare il più possibile in sella alla bicicletta.

Parlaci del vostro viaggio in Puglia lungo l’Apulia Trail: cosa ti è piaciuto di più? E cosa di meno? Non ho mai visitato la Puglia ed è stato interessante non vedere solo la costa e il mare, finendo per attraversare ben 500 km di entroterra. Il Gargano è molto bello, altrettanto bello è stato dormire sul monte più alto della Puglia (il Monte Cornacchia 1151mt) e attraversare i Parchi Eolici. Purtroppo molte zone erano invase dalla spazzatura, è una tristezza vedere la propria terra così abbandonata.

Qual è stato il momento più difficile? Un giorno siamo arrivati a Quasano dove pensavamo di trovare da mangiare e invece ci siamo trovati praticamente in una città fantasma! Senza cibo sono andato in crisi di fame: avevamo finito i panini e avevamo solo barrette e frutta secca; abbiamo dovuto pedalare altri 40km per raggiungere il paese successivo dove poter mangiare! Anche la prima notte è stata difficile perché, essendo partiti nel pomeriggio, ci siamo trovati nel bel mezzo del nulla quando ormai era ora di cena, scarseggiava l’acqua e abbiamo dovuto centellinarla fino a che non l’abbiamo trovata il mattino successivo.

Che luoghi avete attraversato? E dove avete dormito? Abbiamo fatto il Gargano, le Murgie, il sub Appennino e la parte finale del Salento. L’idea di base era di dormire il più possibile in tenda, alla fine ci abbiamo dormito solo la prima notte, la seconda abbiamo usufruito del bivacco in cima al Monte Cornacchia e quelle successive, essendo sempre in centri abitati, abbiamo approfittato dell’accoglienza pugliese.

Di che attrezzatura si ha bisogno per fare bikepacking? E tu cosa ti sei portato? In base al tipo di percorso e di zona geografica l’attrezzatura può essere differente. Sicuramente degli indispensabili sono un piccolo kit per la cucina, un minimo di attrezzatura di meccanica per la bici e un kit di emergenza per una notte fuori. Io mi sono portato la mia tenda Vargo con sacco a pelo e materassino, le borse da bici Rusjan montate sulla mia bicicletta artigianale HBM, una powerbank con una buona autonomia per gps fotocamera e telefono, luci per la bici in caso di tratti notturni, gomme tubeless, abbigliamento antipioggia e intimo termico utili in caso di emergenza, infine fornello e stoviglie sempre di Vargo.

Lo rifaresti, magari cambiando qualcosa? Sicuramente lo rifarei, probabilmente organizzerei le tappe in maniera da poter sfruttare meglio il kit da notte, o da non usarlo del tutto sfruttando soltanto le zone abitate lungo il percorso.

Dunque qual è la prossima meta? Devo iniziare ad allenarmi anche io? Ho tante idee per la testa, ma mentre alcune sono solo sogni altre sembrano più praticabili. Ad esempio la Veneto Gravel a inizio 2020 potrebbe essere un altro bel banco di prova. Sicuramente sarebbe bello fare un viaggio in bici, anche insieme, e dato che non ho intenzione di abbandonare questa idea se domenica fa bel tempo conviene gonfiare le gomme!

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