Nebbia in Val d’Aveto.

Ben svegliata, Cipollina!

Lo scorso weekend avremmo voluto approfittare dei quattro giorni liberi per farci un viaggetto, ma il maltempo ovunque ci ha rotto le uova nel paniere. Così abbiamo deciso di dormire fuori solo il giovedì notte, in Val d’Aveto, e fare un breve trekking con degli amici il venerdì. Per chi non lo sapesse, la Val d’Aveto si trova tra le regioni Liguria ed Emilia-Romagna, a metà strada tra la provincia di Genova e quella di Piacenza. Anche se la nostra destinazione (Rocca d’Aveto) si trova geograficamente in provincia di Genova – e qui uno potrebbe pensare che dunque è vicina a noi – di fatto ci vogliono due ore e mezza per raggiungerla, che diventano tre quando con la nebbia! Una bella pentola di polenta ci rinfranca gli animi dopo questo viaggio della speranza e poi prepariamo il letto per andare a dormire. La mattina successiva ci raggiungerà una coppia di amici per fare il giro.

L’intenzione della giornata sarebbe di salire al Monte Maggiorasca, poi al Monte Bue e Groppo Rosso, passando dal Prato della Cipolla (mio!!), ma ci svegliamo circondati dalla nebbia. Partiamo comunque per il giro, ma consapevoli di vedere poco.

Ora: dovessi dirvi nello specifico quale percorso abbiamo fatto…beh…non lo saprei proprio! La nebbia e qualche errore sul percorso hanno reso il trekking per me un po’ confuso. Di certo ricordo le salitone folli della partenza, il segno circolare giallo che abbiamo seguito qua e là tra le faggete, e le indicazioni per il Lago Nero.

Nonostante tutto, il percorso ammantato di nebbia si rivela particolarmente suggestivo: fa molto Halloween, data la giornata, e nonostante l’umido camminiamo tranquilli senza sentire troppo freddo. Incontriamo qualche altro camminatore e approfittiamo delle aree di sosta attrezzate per pranzare e fare merenda. Davanti al lago provo anche a fotografare le sponde ma non si vede un tubo! E così ripartiamo verso il Monte Bue, dove c’è un rifugio e un impianto di risalita in disuso.

A quel punto circumnavighiamo il Dente della Cipolla, un roccione appuntito che chiaramente mi è stato dedicato, e ci incamminiamo verso il Prato omonimo. Lì ci accomodiamo sulle panche di un bel bivacco, finiamo le provviste, e iniziamo finalmente ad ammirare il panorama! Si è infatti alzato un po’ di vento, che ha liberato il cielo dalla nebbia, permettendoci di godere dei colori autunnali dei boschi che ci circondano. Dal Prato della Cipolla manca poco al posteggio dove abbiamo il VanRooster, e arrivati lì seguiamo i nostri amici lungo una strada più praticabile di quella dell’andata, con tappa alla gelateria storica di Borzonasca per assaggiare il gelato artigianale.

Una dolce e degna conclusione!

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