Schwarzwald: Feldber Steig.

E’ finalmente giunto il momento di scalare il monte più alto della Foresta Nera, il Feldberg, alto ben 1493 metri! Che è più o meno il dislivello totale del nostro ultimo trekking lungo in Valchiusella, ma questo è un altro discorso. Dopo tutta quella pioggia, la mattina ci svegliamo con un bel cielo limpido e pulito dalle nuvole, peccato solo che ci sia un gran vento freddo. Ma va bene così, c’è il sole, non piove e noi ci allacciamo gli scarponi pronti per il sentiero.

Il Feldberg Steig è un percorso di 12,5km con circa 500m di dislivello che ci porta prima sulla cima del monte, dove sono situate una torre di osservazione e il monumento a Bismark. La cima è anche raggiungibile in cabinovia, ma noi scegliamo il percorso a piedi, che fino alla torre, è facile, ben battuto e in certi punti…asfaltato! Insomma, i primi metri sono percorribili da chiunque e con qualsiasi mezzo. Sulla cima tira un vento terribile e così scattiamo un paio di foto e ci rimettiamo in marcia, in cerca di punti meno scoperti.

A questo punto il sentiero si fa più sconnesso, si riduce il numero di turisti e incontriamo solo un paio di coppie di camminatori di mezza età. Tutti qui ci rivolgono un sorriso, un saluto, qualche parola in italiano o inglese stentato: non è solo la cordialità che troviamo solitamente in montagna, ma è qualcosa che fa parte della natura delle persone del luogo!

Ci infiliamo tra i boschi della sella situata appena sotto il monte e lungo la strada superiamo uno, due, tre, quattro hütte, rifugi rustici che sono misteriosamente chiusi (ma quali sono gli orari di apertura dei locali tedeschi?!), forse fanno la stagione invernale, chissà. Sono delle belle strutture di legno, i cui tetti spiccano tra gli alberi. Uno di questi, il Raimartinhof, è vecchio di 300 anni!

Il trekking è molto bello, dall’alto abbiamo potuto godere della vista di questo mare di abeti e di pini verdi che è la Foresta Nera, estesa fino all’infinito (o almeno così ci sembra). L’ultimo tratto è nel sottobosco e ci ritroviamo a scavalcare pozze di fango causate dall’acquazzone del giorno prima, tronchi muschiosi, ponticelli di legno. Passiamo anche accanto al lago glaciale Feldsee, il più grande della Foresta. Qui vicino si trovava un altro lago più piccolo che, attraverso la formazione della torba, si è insabbiato fino a diventare l’attuale palude di Feldseemoor.

Dopo 4 ore e mezza di percorso arriviamo al punto di partenza del sentiero, recuperiamo il VanRooster e partiamo alla ricerca di un’area di sosta. Ne troviamo una in un paese vicino e, approfittando di una mezz’oretta di sole senza vento, ci facciamo la doccia. Il posteggio è abbastanza coperto, ma dà comunque su una strada; noi rimaniamo in biancheria e ci laviamo, senza tanti problemi! Basta essere veloci e mantenere una certa decenza, e nessuno si è mai offeso alla vista dei nostri sederi. E’ già tarda serata quando un camperino si avvicina a noi, ne scende una coppia di ragazzi più o meno della nostra età che – dato lo spazio risicato – ci chiedono se disturbano a posteggiarsi accanto a noi! Li rassicuriamo: c’è posto per tutti, qui!

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