Schwarzwald: Vogtsbauernhof.

La fine della vacanza si sta avvicinando ormai… Scendiamo dalla bellissima area di sosta contando i giorni che ci mancano (pochi) e scrutando il cielo: il meteo prevede diluvio universale, speriamo bene! La meta del giorno è il museo a cielo aperto Vogtsbauernhof, un’area nella quale sono state trasportate e ricostruite alcune cascine tipiche della regione di diversi periodi storici. L’intento del Museo è quello di esplorare il patrimonio culturale e lo sviluppo di tutte le aree rurali della Foresta Nera, oltre che di raccogliere e conservare importanti beni culturali. In questo modo, il Museo all’aria aperta contribuisce alla promozione e alla conservazione dell’identità culturale della regione. Aperto negli anni ’60, ad oggi contiene circa una ventina di casali, aree gioco per bambini e progetti ed esposizioni di lavori tipici del luogo.

E’ certamente un luogo incantevole da visitare se si hanno dei bambini ma non solo, leggiamo infatti che il Museo all’aperto offre un programma molto vario di visite guidate, esperienze di apprendimento educativo (per asili, scuole e gruppi di giovani), e visite speciali basate sulla scienza (anche per gruppi di adulti). Noi decidiamo di incamminarci lungo il sentiero del Museo da soli, scegliendo di visitare quello che ci piace come ci piace.

Il tour intorno al museo mostra le diverse regioni di questa regione montuosa, contando in totale sei case coloniche della Foresta Nera completamente attrezzate dal 16 ° al 19 ° secolo, un cottage per lavoratori giornalieri, un edificio di arenaria risalente a 600 anni fa dalla Foresta Nera settentrionale e quindici edifici aggiuntivi come mulini, segherie, una cappella e dei magazzini, tutto visitabile. C’è anche un forno a legna funzionante, dove una signora impasta e sforna costantemente delle deliziose pizzette farcite, i fladen brot, letteralmente “tortini di pane”. Impossibile resistergli!

All’interno delle case numerosi pannelli informativi spiegano le ragioni di queste costruzioni così tipiche. Ad esempio, scopriamo che le stanze da letto si trovavano nel nucleo più interno della casa, cioè il luogo più caldo, e che contro le pareti esterne correva un lungo corridoio che fungeva da anticamera protettiva contro le basse temperature invernali, e da mangiatoia improvvisata quando le condizioni meteo erano troppo proibitive per uscire fuori. Scopriamo inoltre la particolarità dei due ingressi: uno al pianterreno, per entrare in casa, e uno all’altezza del solaio, dove veniva conservato il foraggio o le macchine da agricoltura. Le cascine veniva infatti costruite rispettato la formazione collinare del territorio: era dunque normale avere un ingresso dabbasso e uno più su sul lato della collina contro la quale avevano costruito.

Stiamo visitando l’ultima casa, una magione con struttura a graticcio, quando inizia a piovere. Continuerà per tutto il giorno, in maniera sempre più intensa, facendo crollare le temperature (di giorno) a 13°! Non potendo fare nulla con questo tempo, decidiamo di guidare fino al Monte Feldberg, tornando quindi dove eravamo partiti per il tour nella Foresta Nera, confidando nelle previsione meteo che danno bel tempo per il giorno successivo.

Piove ancora e ancora e nessuno dei due ha voglia di mettersi a cucinare fuori con questo tempo, così scendiamo al paese e andiamo a cercare un ristorantino dove mangiare. Ci sfugge ancora l’orario di apertura delle gasthof, le locande tipiche: sono le 19.30 e tutte quelle davanti alle quali passiamo sono sbarrate. Ma quando si mangia, da loro, alle 5??? Gli unici ristoranti aperti sono i kebabbari e le pizzerie – ovviamente – e noi finiamo in un ristorante che fa piatti tipici e pizza. Scopriamo a fine cena che è gestito da due signori di Palermo in Germania da tutta la vita!

Quando torniamo al VanRooster ha smesso di piovere. Speriamo bene!

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