Torniamo al Bivacco Bonelli.

** Ma le tovagliette S-Moove personalizzate con galli e righe? Parliamone! **

Venerdì scorso io e Simone siamo partiti per la montagna in direzione Val Maira. L’intenzione è di fuggire dal caldo e da un fine settimana particolarmente rumoroso a causa di una sagra di paese. In questa valle del cuneese ci siamo già stati tre anni fa (proprio alla Val Maira è dedicato uno dei primissimi post del mio blog) ma, amandola entrambi, è un piacere tornarci e ritrovare i sentieri già percorsi. Dopo un fortissimo temporale nei dintori di Bra, arriviamo a Saretto – vicino alle Sorgenti del Maira – in piena schiarita. Abbiamo già cenato per strada (sul VanRooster abbiamo tutto il necessario) e ora non resta che montare il letto di S-Moove System. Andiamo a dormire con 15° e i finestrini un po’ aperti: che bello godere della frescura serale!

Al mattino io me la dormo fino a tardi, quando apro gli occhi Simone è già sveglio e dopo qualche sbadiglio iniziamo a preparare i bagagli in tutta fretta. Le previsioni meteo danno pioggia nel pomeriggio, ma vediamo già in lontananza dei nuvoloni grigi che ci fanno un po’ paura. Noi dormiremo al Bivacco Bonelli, lungo il sentiero Piergiorgio Frassati; l’idea è di arrivare in tempo per non bagnarsi, ma se anche accadesse di prendere della pioggia sappiamo di avere un riparo caldo e asciutto come meta.

** Tutto bene anche sulla neve! **

Noi partiamo dalla rampetta che costeggia una grossa antenna, a destra del campeggio. Seguiamo la strada che sale dolce ma costante in mezzo ad una splendida vallata. Dal sentiero infatti si gode di una vista mozzafiato sui monti circostanti; le nubi continuano a rincorrersi tra loro rendendo la giornata ancora più suggestiva. Alla Sorgente Pausa scattiamo una foto insieme, nella stessa posizione in cui l’avevamo fatta tre anni fa, prendiamo un po’ di ombra e carichiamo le borracce di acqua fresca. Si continua su delle mulattiere immerse nel verde, dove incontriamo innumerevoli marmotte: ne fotografiamo molte, altre si chiamano dai pendii più distanti e le vediamo correre nell’erba. Tra una foto e una pausa (mia!!) per riprendere fiato e mangiare qualcosa, arriviamo ai resti di una casermetta costruita contro il fianco della montagna, ed ormai abbandonata. I resti di filo spinato nei dintorni sono i testimoni di una zona militarmente strategica ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

** Al riparo dalla pioggia, tiriamo fuori cibo e borracce Vargo per rifocillarci dopo la sgambata. **

Qui iniziamo a vedere – e ad attraversare – un po’ di neve, niente di preoccupante se non nel Passo della Cavalla, dove bisogna fisicamente arrampicarsi lungo una corta strettoia nella roccia, anch’essa innevata. Io ho i miei soliti momenti di panico pa panico paura, ma Simone è sempre davanti a me per aprire la strada, e in un attimo siamo al di là del Passo. Davanti a noi c’è il confine francese! A quel punto il più è fatto. Superiamo il Colle delle Munie e il lago omonimo, e poi via di corsa tra i saliscendi erbosi che ci porteranno al Bivacco. Sopra di noi romba il temporale ed essendo su una pietraia esposta, cerchiamo di allontanarci in fretta. Coperti dalla nebbia e sotto le prime gocce d’acqua raggiungiamo il bivacco in una mezz’ora. Giusto il tempo di farci una foto davanti e siamo al riparo!

** Il meteo continua a cambiare. **

Il Bivacco Bonelli è un cubotto di legno scuro che si staglia contro il Monte Oronaye e al di sopra al lago d’Apzoi, per metà ghiacciato. Mangiamo e intanto il meteo continua a cambiare, tra schiarite e nuvole gonfie. Stiamo sonnecchiando quando arrivano due famiglie sotto la pioggia battente: due coppie con un totale di cinque figli, che ci terranno compagnia per la sera e la mattina del giorno dopo. Tra partite a carte, chiacchiere e una cena luculliana (la domenica torneremo a valle con una bottiglia di vino vuota nello zaino) accompagnata persino dalla bruschetta piemontese chiamata sòma d’aj (aglio), ci chiediamo se riusciremo a dormire la notte, dati i bimbi scatenatissimi che non sembrano volersi fermare. Ma alle 9.30, come se qualcuno avesse spento un interruttore, tutti si addormentano. Cala il silenzio, il buio, non si sente più niente se non il respiro di undici persone tutte vicine, unite dalla montagna. Altri due arrivano dopo un’oretta, e partono alle tre del mattino per scalare l’Oronaye con l’alba. Io non li sento né li vedo.

Alle 7.30 del mattino dopo siamo già tutti in piedi, fa già caldo e il cielo è limpidissimo. Chiacchieriamo con dei cacciatori già arrivati al bivacco per un censimento mentre spalmiamo cioccolato sul pane, e alle 9 ci mettiamo in marcia: questa mattina scendiamo dal vallone opposto al nostro arrivo, sempre diretti verso le Sorgenti del Maira. Incontriamo molti escursionisti che risalgono la ripida stradina in ghiaia dalla quale scorgiamo il Lago Visaisa e, in lontananza, il nostro furgone arancio! Tra i boschi di larici spicca qualche vecchia grange abbandonata, pian piano la discesa si addolcisce e in un attimo siamo al parcheggio. E’ difficile tornare a casa, soprattutto perché il termometro segna dieci gradi in più, ma non temere Valle Maira, torneremo presto…

DETTAGLI:

  • Sorgenti del Maira (quota 1635m) – Passo della Cavalla (2539m) – Bivacco Bonelli (2330m) – Lago Visaisa (1916m) – Sorgenti del Maira (1635)
  • Circa 12km per 900m di dislivello
  • Tra le 3 e le 4 ore di cammino per il tratto Sorgenti del Maira / Bivacco Bonelli + 1.30 per la restate discesa.
  • Sentiero facilmente percorribile da tutti, prestare attenzione ai tratti esposti e al Passo della Cavalla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...