Caccia fotografica alla pinguinera.

Sull’Isola di Chiloé ci ricarichiamo dopo le fatiche in Patagonia. Stiamo a Castro qualche giorno, facendo avanti e indietro dal Parque Nacional de Chiloé. Ci si arriva con un pullman scassato che fa tappa a Cucao, proprio di fronte all’ingresso del parco e a uno dei ristorantini che fioriscono lungo la strada. Il parco è ampio e a misura di famiglie: noi passeggiamo tutto il giorno tra i boschi e sulle spiagge, sperando di incontrare un po’ di fauna (come il mitico pudù, il cervo più piccolo del mondo e tipico proprio di questa zona) e leggendo le informative sparse nel parco che raccontano la mitologia huilliche come navi fantasma, cinghiali inferociti, sirene…e molto altro!

Uno dei miti racconta del Muelle de Las Almas, il molo delle anime, un pontile in legno costruito su una scogliera e sul quale si incamminano le anime dei deceduti, in attesa della nave (carontiana) che se le porta via. Lo raggiungiamo, anche questo con un pullman polveroso su per una strada sterrata da brividi. Il sentiero che porta al Muelle è ripido e frequentatissimo nonostante il tempo grigio, è probabilmente una meta da picnic della domenica, ma non importa: a noi fa piacere camminare e stare all’aperto anche se sembra che stia per piovere! Rimaniamo però molto delusi quando arriviamo al belvedere sul molo. Sotto di noi c’è una calca incredibile, tutta gente ammassata dietro al molo, in coda per farsi fare le foto in posa… Che tristezza, e dire che questo sarebbe “un luogo di culto”. Mi rifiuto di farci foto e quindi giriamo indietro senza neppure scendere. L’aria ci toglie di dosso la delusione e quando arriviamo in città è tempo di preparare polenta e wurstel per la cena.

Dopo Castro ci spostiamo ad Ancud, di nuovo una città piccola e adorabile. Decisamente più trafficata di Castro, Ancud ci colpisce per tutte le splendide case in legno sul lungo mare e per il mercato gastronomico. Qui compriamo patate chilote e un’intera forma di formaggio (delizioso) che porteremo, di lì a pochi giorni, al nostro amico che abita in Cile. La cosa principale per la quale siamo qui, però, è la pinguinera, una spiaggia, quella di Puñihuil dove nidificano i pinguini di Humboldt e di Magellano, e dove è possibile vedere innumerevoli altre specie animali. Non ce lo facciamo dire due volte e partiamo, con il solito pullmino scassato delle 12 (solo una partenza al giorno e solo un ritorno!) e troviamo subito un tour operator che con 7mila pesos cileni a testa ci porta su una barca in mezzo al mare.

Gli scogli sono vicini alla costa ma si possono raggiungere solo con tour organizzati e non da privati, e non ci si può salire, per preservare le colonie naturali (anche se forse, starci a due metri di distanza non è granché come preservazione della natura, ma qui andiamo sul filosofico). Immediatamente vediamo i pellicani: sono enormi e vagamente simili a degli pterodattili quando volano, e sono veramente SPETTACOLARI, quasi più dei pinguini che popolano a migliaia le rocce sporgenti. Ce ne sono di piccoli (col piumaggio grigio peluscioso) e di adulti (con le piume bianche e nere che formano disegni diversi a seconda della razza), che prendono il sole e che scorrazzano in giro. Sono goffi e lenti su terra, ma sott’acqua sono dei veri missili! La fauna non si ferma qui: ci sono anche cormorani, folaghe, ibis (quel becco lungo è un po’ inquietante, no?) e chi più ne ha più ne metta! Sono meravigliosi e la possibilità di vederli così da vicino è incredibile. Facciamo tantissime foto – e poi la mia macchina fotografica muore. Il caricabatteria non funziona più e le mie due batterie son durate fin qui!

Scesi dal giro in barca, durato mezz’ora, facciamo un giro nelle campagne circostanti per far venire l’ora del bus (è alle 5, non alle 4 come ci hanno detto al centro informazioni!), prendendo il sole sulle strade sterrate in mezzo ai campi e infine ci ritroviamo sulla spiaggia a raccogliere conchiglie. Una, tutta bucherellata, finisce nel mio portachiavi. Il giorno dopo ci aspetta l’ennesimo bus ma questa volta per Puerto Varas: lì abita il nostro amico Davide con la compagna Alejandra, dove ci fermeremo per qualche giorno, facendo i turisti e rilassandoci. E’ così bello ritrovarsi tutti insieme dall’altra parte del mondo!

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