San Pedro de Atacama: geyser, lama e ancora altitudine.

Il secondo giorno a San Pedro de Atacama ci aspetta un tour presto presto al mattino: la partenza per andare a vedere i geysers di El Tatio, infatti, è alle 4.30! Ci vengono a prendere con un minibus, siamo una decina, e si parte. La prima cosa che la guida ci dice è che ci vuole circa un’ora e mezza di strada per arrivare e quindi, ciaone, si dorme! Quando ci svegliamo siamo quasi arrivati: sono le 6 e sta albeggiando. Ci copriamo per bene: siamo di nuovo a 4000mt, per la precisione siamo oltre i 4300mt, e visto l’orario di arrivo ci hanno avvertiti di vestirci, le temperature previste potrebbe scendere fino a -8°. Scendiamo dal pullman circondati da una bruma leggera. Davanti a noi, sbuffano i geysers.

El Tatio è una zona geotermica immensa, è la terza più grande nel mondo e la prima nell’emisfero sud; infine è senza ombra di dubbio la più alta esistente! Il campo geotermico si allarga per 30 chilometri quadrati, comprendendo una settantina di geysers e un centinaio di fumarole. Alcuni di questi sono in formazione, altri invece si stanno spegnendo a poco a poco. La nostra guida ci racconta tutti questi dati mentre ci porta lungo un sentierino tra i geysers, intimandoci di stare a distanza di sicurezza. Prima di pochi anni fa, infatti, non c’erano barriere protettive e – purtroppo – è capitato spesso che qualche turista vi sia caduto dentro…rischiando la vita. Uno dei geysers è chiamato “Il belga” per via della turista belga deceduta al suo interno. Terribile!

Dopo il giro, qualche coraggioso decide di fare il bagno nella piccola piscina termale vicino ai geysers. Noi no, non vogliamo rischiare dato che fuori fa ancora molto freddo! Decidiamo di fare due passi e mentre camminiamo, sorge completamente il sole iniziando a diradare le nebbie. Vediamo finalmente i vulcani che ci circondano, dai quali sbuffano innumerevoli fumarole! Che spettacolo! E come se non bastasse, mentre ce ne andiamo vediamo lungo la strada una bellissima volpina di montagna, incuriosita dal passaggio di auto.

Il tour prevede di rientrare a San Pedro per pranzo, e dai geysers abbiamo speso gran parte della mattinata, ma prima procediamo in un anello panoramico che ci porta a un mirador sul vulcano Putana (giuro) e sulla laguna popolata da fenicotteri. Per strada attraversiamo un minuscolo pueblo di montagna: qui accanto scorre un fiumiciattolo e il pueblo ne approfitta per coltivare i campi; è impressionante la quantità di verde che si sviluppa attorno a questi corsi d’acqua. Anche l’allevamento di lama e alpaca dà molto da vivere, soprattutto perché tanti turisti come noi si fermano a guardare gli animali, favorendo quindi dei pochi servizi a disposizione (basta un baretto con delle bibite per farci felici).

Proseguendo, fiancheggiamo un canyon con una specie particolare di cactus: questo cresce in altezza di 1cm all’anno, per cui, se ci si trova di fronte a un cactus di un metro…sappiamo che è vecchio di un secolo! Attorno a noi si apre il deserto: la regione centrale di Yungay è rimasta arida per 150 milioni di anni, con precipitazione annue bassissime, e per questa ragione è stato proposto come modello per gli studi su Marte! A fare da corona alle spianate altipianiche ci sono i vulcani, il Licancabur tra questi è perfettamente conico e sfiora i 6000mt di altezza!

Quando rientriamo a San Pedro è ora di pranzo: ci compriamo frutta e verdura al mercato, prepariamo un’insalata fredda e poi ci ritiriamo all’ombra nella zona comune del campeggio, dove aspettiamo il fresco per poter uscire a prenotare le biciclette per il giorno dopo. L’ultimo giorno a San Pedro lo vogliamo dedicare alla Valle della Luna!

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