Il Lago di Dres e i colori dell’autunno.

Uno degli ultimi weekend di ottobre, prima che iniziasse il periodo delle piogge autunnali, siamo andati in montagna per scaldarci un po’ le gambe – e rinfrescarci alle quote montane. La destinazione è il Passo del Nivolet che però, essendo passo di montagna, ce lo ritroviamo chiuso…non ci avevamo proprio pensato! Così ci accontentiamo di posteggiare la mia auto nello spiazzo accanto alla sbarra di chiusura (per una volta siamo senza van) e iniziamo a cercare un buon punto in cui piantare la tenda. Trovata una spianata favorevole, ci mettiamo al lavoro: mentre Simo accende il fornello, io taglio la toma di capra comprata lungo la strada da mescolare con la polenta…

La mattina successiva, dopo una super dormita, smontiamo tutto e torniamo al posteggio per fare colazione. Sul muretto di cinta ci sediamo e prepariamo il Vargo Triad Stove: lo carichiamo di alcool, prendiamo l’acciarino universale (l’Ultimate Firestarter) e lo sfreghiamo per far partire la scintilla. L’acciarino funziona ma l’alcool, probabilmente un po’ freddo dopo la nottata, sembra fare fatica ad accendersi e così lo facciamo partire con la fiamma di un comune accendino. A quel punto carichiamo la nostra Bot di acqua di sorgente e ci prepariamo un bel the caldo. A quest’ora fa fresco, ma tra poco verrà su un sole caldissimo!

Invece che il giro previsto, ripieghiamo su una più corta passeggiata verso il magnifico Lago di Dres. Si parte dalla diga di Ceresole Reale e la strada è fin da subito ben segnalata. Vediamo qualche funghetto, ma a colpirci sono soprattutto i boulders, roccioni sui quali fare arrampicata molto tecnina, disseminati qua e là tra gli alberi. Al ritorno infatti incontreremo qualche gruppo di ragazzi intenti ad appendersi alle rocce! Seguendo il percorso per il Lago di Dres ed il Rifugio Leonesi, superiamo il fiume omonimo e a quel punto il sentiero si infila dentro un bellissimo bosco di conifere: essendo in buona parte larici, siamo colpiti dai colori che ci circondano, una quantità infinita di gialli e arancioni da sogno; ma è altrettanto impressionante l’altezza di questi alberi maestosi. Vedere per credere!

A quel punto continuiamo a camminare attraverso dei pascoli alpini, sotto le cime del gruppo montuoso delle Levanne e, tra una chiacchiera e l’altra con una coppia di canavesi molto socievoli, arriviamo alle aree delle torbiere. Queste zone sono delle depressioni del terreno caratterizzate da abbondanza di acqua (camminarci sopra e come camminare su una spugna zuppa, ogni passo si rischia di finirci dentro fino alla caviglia!) nella quale si forma e si deposita la torba. Ancora due passi ed eccoci alla conca glaciale del lago, un meraviglioso specchio blu sul quale si riflettono monti, nuvole ed alberi.

Circumnavighiamo il lago, scattando un’infinità di foto dai colori pazzeschi, e torniamo sui nostri passi. Non scendiamo dallo stesso sentiero, ma compiamo un breve anello che ci fa scendere in fondo al lago di Ceresole. A quel punto ci aspetta una passeggiata di mezz’ora sul lungo lago, fino al ponte sulla diga e alla nostra auto. Spazzoliamo quello che resta del pranzo e via, verso casa.

Siamo abbronzati e dopo questa giornata, calda di colori e temperature, ci dispiace un po’ abbandonare la Valle Orco e tornare a casa…

 

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