Madrid: andiamo al Parco del Retiro.

Il lunedì decidiamo di dedicare la nostra attenzione al Parco del Retiro, il parco più famoso della città di Madrid.

Il parco è uno dei tanti polmoni verdi di Madrid e in assoluto tra i più grandi e noti della città. Utilizzato dai madrileni come luogo di incontro, meta del weekend, palestra a cielo aperto e tanto altro, oltre ad essere maestoso dal punto di vista naturale, è anche ricco di opere interessanti! Da dove entriamo noi, infatti, accediamo subito all’imponente Porta di Spagna, un semicerchio di colonne con una statua del Re Alfonso XII. Il tutto si specchia su un lago artificiale: affittando una barchetta si può remare sulle acque dolci (ma un po’ troppo limacciose per risultarmi invitanti!). 

Di paseo in paseo (di viale in viale), arriviamo al celeberrimo Palazzo di Cristallo: costruito completamente in vetro e metallo e in stile vittoriano, il Palazzo risale alla seconda metà dell’800 ma ha dovuto subire qualche ristrutturazione in tempi più recenti. Oltre ad essere bello da vedere da fuori, viene usato come sala di esposizione per mostre e installazioni artistiche. Quando ci passiamo noi, all’interno sono esposte delle strane cose che a noi ricordano gli scudi protettivi dei celerini…eppure c’era scritto che erano opere d’arte! Mah! Sono le 10.30 del mattino e quindi riusciamo a goderci la visita senza che ci siano affollamenti di gente; riesco anche a farmi fare un paio di foto in cui sembra che sia da sola in mezzo al palazzo! 

A quel punto salutiamo Christine, lei se ne torna a casa prima di noi, e ricominciamo il nostro tranquillo vagabondare. Simone mi mostra le piante che circondano il Palazzo: sono ippocastani, mentre nel lago ai piedi del palazzo ci sono dei cipressi calvi delle paludi, la cui particolarità è che una parte del tronco e le intere radici stanno sott’acqua!

Passiamo davanti al Palazzo di Velàzquez, sede di mostre, e arriviamo alla Rosaleda (il roseto). Progettato all’inizio del ‘900, ha subito dei ritardi a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, ma alla fine è stato realizzato; quando piantarono le rose non venne seguito alcun criterio botanico e così le diverse varietà di rose risultavano essere completamente mescolate! Il roseto è comunque uno spettacolo, molte piante sono fiorite e nell’aria si spande il profumo di fiori.

Alla fine usciamo dal Parco in Cuesta de Moyano, un viale dove si trova una fila di bancarelle di libri usati. La guida dice che aprono alle 10, ma non è vero: per vedere tutte le bancarelle aperte bisogna aspettare ALMENO mezzogiorno (un paio stanno aprendo proprio mentre noi passeggiamo lungo la via)! Io metto il naso in tutti i chioschi, perdendomi tra gli innumerevoli titoli. Quando riemergo, è quasi ora di pranzo!

Ci incamminiamo verso la Fundacìon La Caixa, vicino al cui edificio si trova uno splendido giardino verticale, probabilmente tra i primi progettati in Europa. Stiamo risalendo le stradine verso una stazione metro quando vediamo la vetrina di un ristorantino che ci colpisce: dato che la fame si sta già facendo sentire, entriamo e qui assaggiamo la carne di torno! Un pranzetto squisito in un ambiente davvero caratteristico (e per niente turistico) che ci lascia soddisfatti – e un po’ assonnati. Ma ne è valsa la pena!

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