Saliamo al Bivacco Chentre-Bionaz.

P1030984

Era da un po’ che ne parlavamo, e finalmente lo scorso fine settimana siamo riusciti ad andare al Bivacco Chentre-Bionaz, in Valpelline (Valle d’Aosta). Partiamo il sabato mattina, con destinazione Bionaz frazione La Ferrère. Posteggiamo il VanRooster e, dato l’orario, decidiamo di pranzare prima di incamminarci. Spazzoliamo una frittata con un peso specifico di un quintale, e non contenti ci abbiniamo il pan di patate: pessima idea, ce ne accorgeremo! Infatti, non appena il sentiero inizia ad infilarsi tra i boschi, il peso della frittata si fa sentire e ad entrambi si chiudono gli occhi mentre camminiamo. E’ stato un errore mangiare così pesante prima di partire, e ce ne ricorderemo.

Per fortuna, dopo la prima ora di stato digestivo comatoso, arriviamo alla Comba des Montagnayes dove carichiamo le nostre borracce Vargo di acqua fresca e mandiamo giù il pranzo una volta per tutte. La tappa successiva, dopo aver scavalcato il letto di un fiume (e aver visto i segni di una recente valanga che ha sradicato parecchi alberi), è l’alpeggio di Pra de Dieux, ormai distrutto, dove ci fermiamo a riprendere fiato e a fare qualche foto. Speravo di vedere già il foliage in azione ma è presto, anche se qualche arbusto è colorato di rosso e le punte dei larici iniziano proprio ora a tingersi di giallo.

Dopo poco incontriamo tre escursionisti: arrivano dal Mont Dzalou, una cima sopra il bivacco che Simone brama ma io non mi sento di fare vista la natura ripida e instabile della parete sassosa. Ci dicono che al bivacco non c’è nessuno, chissà se arriverà qualcuno dopo di noi! Dopo l’alpeggio, entriamo nel vallone del Monte Dzalou: tira aria fredda, ci copriamo per bene e iniziamo la salita. Il sentiero di terra battuta diventa sempre più scosceso e alla terra si mescola ghiaia scivolosa. Curvi sui nostri bastoni, saliamo, saliamo, saliamo. Una freccia gialla segnavia punta dritta verso il cielo e noi ci chiediamo se il sentiero è solo E (Escursionisti) o EV (Escursionisti Volanti). E poi, finalmente, arriviamo sulla cresta! Alla nostra sinistra, dopo pochi metri, si erge il bivacco: siamo arrivati!

Il Bivacco è stupendo: la struttura a cuneo si erge contro i monti, all’interno ci sono una ventina di posti letto, tra soppalco e letti a castello; in più, materassi e cuscini extra consentono di aumentare ancora il numero di posti. Ci sono due tavoloni per mangiare e un bel portico fuori, dove ci sediamo a prendere un po’ di sole. Siamo affamati e così, dopo qualche partita a carte, ci mettiamo cucinare. Accendiamo il fornello Vargo e in un attimo si sprigiona una bella fiamma; cinque minuti dopo, la polenta è pronta. Che piacere, un bel pasto caldo quando si è in montagna! Avvistiamo qualche marmotta e un gruppetto di ungulati, ma sono distanti e non riusciamo a fotografarli bene. Alle nove, stiamo già dormendo alla grande.

Il mattino dopo la brina ricopre l’erba davanti al bivacco: fa freddo ma non esagerato, e la notte abbiamo dormito benissimo. Ci prepariamo un tè caldo, scattiamo ancora qualche foto e poi iniziamo la discesa. Se a salire abbiamo impiegato 4 ore, a scendere il tempo si dimezza! Man mano la temperatura si alza, noi ci abbeveriamo di nuovo ai fiumi che attraversiamo e, quando arriviamo alla piana dove è cominciato il sentiero, già ci manca l’aria fredda dei 2500 mt!

Ma come sempre, l’esperienza è indimenticabile: dormire da soli, a quell’altezza è di una bellezza incredibile!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: