Da Terme di Valdieri al Rifugio del Valasco.

La sera prima, dopo lo splendido trekking verso il Laghi di Fremamorta, siamo riusciti a non bagnare niente nel van (nonostante noi fossimo da strizzare) ed è stato bello, oltre che incredibilmente accogliente, allungarsi un po’ con i vestiti asciutti e decidere che cosa cucinare. Mentre le verdure cuocevano in pentola e le gocce di pioggia rimbalzavano sul tettuccio, la sensazione di essere al caldo e al coperto ci ha abbracciati piacevolmente, cullandoci durante tutta la cena. Ben poche persone passavano accanto a noi: chissà se erano tutte bloccate lungo qualche sentiero, in attesa di una schiarita.

La domenica mattina, dopo dieci ore di sonno, ci svegliamo alle 7 e facciamo colazione con il riscaldamento acceso, per finire di asciugare calzoncini calze e scarpe, ancora umidi dal temporale del giorno prima. Prepariamo panini e snack vari, carichiamo gli zaini e partiamo. Direzione: rifugio del Valasco e laghi di Valscura.

Decidiamo anche che, se una volta arrivati al Rifugio non avrò voglia di proseguire, ci divideremo. Così nel mio zaino salta dentro anche il kindle (reading: Papillon, di Henri Charrière) e io mi immagino già distesa su un prato, faccia al sole e libro in mano!

La camminata verso il Rifugio è piacevole anche se in certi punti è più una traversata fluviale, data tutta l’acqua che c’è sul sentiero (ci credo che questa valle è verde, con la pioggia che viene giù ogni giorno!), ma tanto i nostri scarponi sono ancora bagnati dal giorno prima…! Quando arriviamo alla Piana del Valasco, si apre davanti a noi questo meraviglioso pratone, costellato di rocce sporgenti e fiumiciattoli. Il Rifugio sembra un fortino, con tanto di torri ai lati della costruzione, e infatti era usato dai Savoia come casa per ferie e base per le battute di caccia. Sopra il Vallone si trova il Monte Matto, una splendida cima di oltre tremila metri.

Una coppia incontrata lungo la strada ci consiglia i laghi di Valcuca al posto di quelli di Valscura; sul nostro gps leggiamo che il sentiero sale di 400m in 2km scarsi, quindi io decido di fermarmi sul prato per evitare la morte certa! E così ci dividiamo. Io passeggio fino al rifugio, dove mi fermo a bere qualcosa e vedo arrivare pedalando i partecipanti all’Iron Bike partita da Limone Piemonte (che gran culo che si fanno questi). Fotografo qualche bici e poi, dopo una mezz’ora, ritorno sul prato al punto di ritrovo. Sono nel pieno della lettura quando, alzando gli occhi, vedo scendere dal sentiero una figurina che mi saluta: è Simone!

Mi racconta della camminata (faticosa: non solo il sentiero è ripido, ma anche mal segnalato e dissestato, quindi attenzione) e io delle evasioni di Papillon. Fotografiamo una succulenta meravigliosa che cresce vicino ai nostri zaini, mangiamo e riprendiamo la strada verso il punto di partenza. Nuvole grige sembrano coprire ancora il cielo, e di certo non vogliamo di nuovo bagnarci come due pulcini! Ma riusciamo ad arrivare sani e salvi al VanRooster; una merenda veloce e poi si parte verso casa!

Indovinate dopo quanti km mi sono addormentata…

3 risposte a "Da Terme di Valdieri al Rifugio del Valasco."

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