Immersi nella Natura: il sentiero del Gorzente

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Osprey lui, a sinistra, High Sierra io, a destra!

Quest’anno la primavera è arrivata con tutta calma, il 2017 invece ci aveva regalato calde giornate già prima di Pasqua. E infatti io e Simone ne avevamo subito approfittato decidendo di fare un piccolo trekking dalle nostre parti, con tanto di pernotto in tenda sotto le stelle – mentre questa Pasqua l’abbiamo passata tra le nevi della Val Maira, con il nostro VanRooster.

Il trekking dello scorso anno, baciato da uno splendido sole primaverile, si è svolto lungo il sentiero naturalistico dei laghi del Gorzente, situato lungo l’Appennino Ligure. I laghi si trovano al confine tra Piemonte e Liguria, nell’area naturalistica del Parco delle Capanne di Marcarolo. Accessibile sia dalla provincia di Genova che da quella di Alessandria, decidiamo di partire dalle nostre parti, cioè dall’attacco di Voltaggio, diretti verso il Rifugio del C.A.I. Bolzaneto, dove avremmo piantato la tenda.

Il meteo è favorevole e quindi camminiamo già in calzoncini corti e maglietta, con Simone ovviamente davanti a me a fare da guida gps, e con le fronde fiorite degli alberi sopra di noi. Ma man mano che si sale il paesaggio cambia, gli alberi da frutto vengono sostituiti da conifere e pini marittimi, i bassi prati si riempiono di sassi e rocce scaricate dalle montagne e il sole, pur bruciando, è mitigato dall’aria fresca.

Siamo sui 1000mt di altitudine, non tantissimo, ma abbastanza da percepire il cambiamento della Natura attorno a noi! Vagabondando, raddoppiamo il tragitto, di modo tale da arrivare al rifugio il pomeriggio del primo giorno e toccare i laghi del Gorzente il secondo. Quando vediamo la struttura in legno del C.A.I. è metà pomeriggio: cerchiamo un angolo tra gli alberi da cui abbiamo una vista magnifica del Monte Tobbio e della valle, e piantiamo il tarp – una sorta di tenda aperta, l’ideale per noi che siamo molto calorosi! Sacchi a pelo, materassini, lucina per la notte, giacche a vento: abbiamo tutto nei nostri zaini, ovviamente anche una bella cenetta al sacco.

Io mi chiudo nel mio sacco e appena sento salire il vento ululando dalla valle, stringo la coulisse sopra la mia testa e cado in un sonno profondo. Non mi accorgo che, alle due del mattino, il vento è cresciuto così tanto da preoccupare Simone, ormai sveglio da un’ora, e che a un certo punto ha persino sganciato un paletto del tarp! Io quando dormo, dormo forte. A quel punto vengo svegliata da uno scrollone di Simo, raccogliamo le nostre cose cercando di non farle volare via, e corriamo al rifugio, allungandoci sul pavimento della sala comune. Manco a dirlo, io ripiombo nel mio solito stato di coma nonostante il cemento sotto la schiena!

Al mattino ci svegliamo con i volontari del C.A.I. Bolzaneto che aprono il rifugio e preparano il caffè per i primi camminatori della giornata. Gentilissimi, ci chiedono come abbiamo passato la notte e se vogliamo della focaccia appena sfornata: come rifiutare? A quel punto, dopo esserci rifocillati a dovere, riprendiamo il cammino scendendo verso i laghi Bruno, Badana e Lungo. All’altezza dei Piani di Praglia assistiamo ad uno spettacolo tanto incredibile quanto pauroso: un incendio nell’area picnic ha allertato i vigili del fuoco, facendo muovere l’elicottero anti incendio, che raccoglie acqua dal Lago Lungo, davanti ai nostri occhi. Pazzesco!

Alla fine del pomeriggio torniamo al punto di partenza, neanche troppo stanchi, ma molto affamati: a casa ci attende una bella pizza per cena. Che bella giornata soddisfacente!

10 risposte a "Immersi nella Natura: il sentiero del Gorzente"

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    1. In realtà non ci hanno camminato addosso né ragni né moscerini, ma bisogna dire che non era ancora estate e magari ce n’erano meno per quello! Comunque abbiamo dormito benissimo e ben protetti dal vento, bisogna stendere “il telo” come lo chiami tu perpendicolarmente a come soffia, di modo tale che lo blocchi completamente! Se dovesse ricapitarti una notte in tenda, ti consiglio la Net Tent, una tendina di rete da appendere internamente alla tua tenda e che ti protegge da spiacevoli incontri con insetti di ogni sorta!! 😉

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      1. Per partecipare a eventi e incontri tra amici motociclisti, oltre che per le ferie estive, dormo in tenda piuttosto spesso nel corso dell’anno.
        Ma ho una tenda normale (la carico sulla moto, non sulle mie spalle 😀 ), già composta da un telo esterno impermeabile e uno interno leggerissimo.
        Adoro dormire in tenda, anche quando la temperatura non è delle più confortevoli. Purtroppo mai in abbinamento al trekking…

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