Nuova Zelanda on the road: il cibo.

Quando sono partita per raggiungere Simone in Nuova Zelanda, ho portato con me tutta l’attrezzatura “sportiva” che ci sarebbe servita per il mese in viaggio. Avevo la tenda, i bastoni da trekking, un pannello solare, i materassini da dormire; ma anche una gavetta da campo, uno scolapasta e il nostro kit per cucinare. Per il suo compleanno gli avevo regalato la Bot di Vargo Outdoors, una particolare borraccia in acciaio con tappo ermetico che funge anche da pentola da litro. Per Natale ho aggiunto il manico, la “calza” isolante per la Bot e il fornello ad alcol Triad Multi – Fuel della stessa serie. Con questo kit saremmo stati a posto per quel che riguardava la cucina, in campeggio e nei trekking.

E così è stato. Per tutti i quaranta giorni on the road siamo riusciti ad essere completamente autosufficienti per tutti i pasti, anche se ogni tanto, ci siamo premiati con qualche bel pranzetto servito nei locali. Il più delle volte abbiamo scelto campeggi che fornivano cucine completamente attrezzate, cucinando quindi pasti completi sui dei veri e propri fornelli. Ma quando abbiamo campeggiato nelle strutture più basiche, che fornivano niente più di un bagno e uno shelter per cucinare, il nostro piccolo Vargo ci ha permesso di preparare sempre degli ottimi manicaretti.

Siamo partiti con una gavetta del Decathlon che, purtroppo, non essendo antiaderente, si è rovinata in fretta. Oltre a quella e alla Bot avevamo una padella e una casseruola da 1.5L antiaderente nella quale abbiamo cucinato di tutto e di più: dall’agnello allo spezzatino, dalle polpette alle verdure a julienne, dalla pasta alle uova strapazzate. Ci siamo specializzati in spezzatini di ogni genere, la cosa più facile da cucinare in un simile pentolino, sviluppando una tecnica sempre più affinata: prima un gustoso soffritto di cipolle rosse, poi le verdure, tagliate sul coperchio di plastica dei contenitori da frigo, la carne, il sugo e infine…si pappa!

Simone era l’addetto alla cottura: era lui che dosava l’alcol e accendeva il fuoco. Io invece mi occupavo della preparazione del cibo. Con il coltellino di un multi tool ho tagliato: zucchine, pomodori, peperoni, cipolle, melanzane, finocchi, cetrioli. Ma anche: polpettine, bistecche di manzo, svizzere di carne rossa, filetti di pollo. E ci siamo anche ingegnati per assottigliare lo spessore delle costolette, utilizzando il coperchio della borraccia come batticarne! Quel pentolino è stata la nostra salvezza, permettendoci di mangiare (bene) tutti i giorni. Una delle rare volte in cui l’abbiamo messo da parte è stato durante la Abel Tasman Coast Track, un trekking di quattro giorni. Arrivati quasi alla fine, abbiamo incontrato lungo il percorso un baretto che faceva…pizza! Non abbiamo saputo resistere!

L’ultima arrivata nella nostra gear list, è invece la celeberrima Kelly Kettle, completa di Hobo Stove. La Kelly è un simpatico bollitore da campo, la cui particolarità sta nel carburante: non alcol, non gas…ma legna! Rami, legnetti, foglie ed erba secca, corteccia: tutto quello che si può trovare all’aperto nei trekking e che quindi non obbliga a portarsi dietro litri di alcol e non lascia rifiuti. Non vediamo l’ora di provarla!

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6 risposte a "Nuova Zelanda on the road: il cibo."

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