Il Borgo degli artisti

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Qualche weekend fa siamo stati in uno splendido paese ligure, Bussana Vecchia, del quale avevo letto online come “il borgo degli artisti”. Raggiungiamo la cittadina, in provincia di Imperia, la domenica mattina, dopo aver dormito a Celle il sabato nel Van Rooster (il doblò camperizzato di Simone con cui viviamo la vanlife) per spezzare il lungo viaggio. Di Bussana so che ne esistono due, una Vecchia – appunto – semi distrutta da un terremoto nel 1887, e una nuova ricostruita più in là dopo che il borgo mezzo crollato era stato abbandonato. Chiese, case, osterie, è tutto diroccato a Bussana Vecchia, ma negli anni ’50 – ’60 alcuni artisti seguono il ceramista Clizia e iniziano a fermarsi nel borgo, abitandolo (all’inizio abusivamente) e ricostruendo il possibile.

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Negli anni sempre più artisti, non solo italiani ma da tutto il mondo, si stabiliscono a Bussana Vecchia: gli edifici a rischio vengono messi a norma ma mantenendo l’impianto diroccato, al loro interno la gente vive, lavora, crea.

Quindi, girovagando per le viuzze strette e ripide del paese, ci imbattiamo in laboratori a cielo aperto. Quadri appoggiati sui terrazzi, ceramiche appese, musica che esce dai tetti spalancati. Gente che dipinge, che suona, che chiacchiera. Qualche negozietto di abiti usati, gioielli e oggettistica originale. E’ bello salire una scala di una casa e trovarsi dentro una galleria d’arte, così, d’improvviso: fuori le rovine e dentro i quadri.

La vegetazione, l’edera le buganville i plumbago e molto altro ancora, avvolge e sostiene le pietre con cui sono costruite le case. Non c’è un angolo in cui non pendano rami cadenti, in cui le prime foglie rosse non abbiano colorato i muri. E’ il caos naturale delle cose, in cui la mano dell’uomo ha semplicemente curato le ferite evidenti senza intaccare il resto. I gatti randagi sembrano essere i padroni della città, io li accarezzo tutti ma loro dormono e mangiano dentro le gallerie come se fossero loro i veri artisti del luogo.

Dallo splendido Giardino tra i ruderi, l’unica “attrazione” a pagamento, possiamo vedere tutti i tetti della città. Sono pieni di fiori, di piante grasse (per le quali io vado matta) e non solo, piantate qua e là in vasi vasetti vasettini, senza un ordine apparente. Ci spiegano che per chi conosce la città, è facile saltare di tetto in tetto percorrendola tutta. Noi vediamo panni stesi, piantine, un alano pacifico su un terrazzo. Tutto cresce e si sviluppa seguendo le proprie personali inclinazioni (di pianta o di essere umano). Sogniamo una vetrina di fotografie, trittici e cartoline in mostra, una finestra sui colli e delle persiane colorate. Chissà come sarebbe aprire una galleria qui, a Bussana Vecchia.

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12 risposte a "Il Borgo degli artisti"

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