Lubiana, città verde

Dopo Skofja Loka ci dirigiamo a Lubiana, la capitale della Slovenia. Adagiata sul fiume Ljubjanica, la città mi incuriosisce per la sua particolare architettura Art Nouveau, barocca e tipica est europea, amalgamata e rinnovata dall’architetto Plecnik. Di questo signore, con tante idee e progetti per abbellire Lubiana, leggiamo ovunque online e sulla nostra guida e riconosciamo il suo tocco originale in tutta la città. Suo è il celebre ponte Triplo: sotto il Castello di Lubiana, tra il centro storico e la parte moderna, si aprono i tre bracci di questo unico ponte sulla Ljubjanica, sui quali passeggiano turisti e locali. La giornata è un po’ grigia, ma si sta bene ed è piacevole gironzolare avanti e indietro sulle strade sgombre di auto, in direzione del castello medioevale. Una band suona sulla via principale, una ragazza accompagnata da un violoncello e delle percussioni. Ci fermiamo ad ascoltarli e poi ci incamminiamo.

Sia io che Simone siamo piacevolmente stupiti dalla tranquillità della città, nonostante la gente. Non c’è rumore nè caos, soprattutto non ci sono auto. Il centro storico è percorribile a piedi e da automibiline elettriche al servizio di chiunque voglia usufruire di un passaggio, a mo’ di taxi ma ecologico; gli autobus servono perfettamente il resto della città. In giornata vediamo, a dir tanto, una dozzina di auto! Sul lungofiume, in Piazza Vodnik, si ergono le bancarelle del Mercato Centrale, nel quale veniamo attirati…dai profumi di cibo! Lo street food regna sovrano, e noi ci fermiamo a mangiare del pesce, delizioso. Proseguiamo, camminando tra i banchi e fermandoci a comprare qualche regalo. Visitiamo, insomma, il centro, senza scegliere mete particolari ma lasciandoci trasportare dal flusso di persone, dai piedi, dalle stradine.

Notiamo tantissime biciclette, ovunque, che ci sfrecciano (pericolosamente) accanto, e nel dopopranzo, quando la folla diminuisce, ci incamminiamo verso Metelkova Mesto, un centro culturale nella periferia della città. Vecchi capannoni industriali sono stati occupati da artisti di ogni genere che lì vi hanno installato il loro studio o addirittura la casa, premurandosi però di decorare l’ambiente a proprio piacimento. Non tutto è bello, nè molto comprensibile (io non sono una critica d’arte) ma sicuramente colpisce l’amalgama di colori e tecniche utilizzate. Sculture metalliche, mosaici multimaterici, murales – e ancora bici! Qualche artista si aggira per l’area, ma non sembrano amichevoli; un cartello suggerisce anche di “non fotografare le persone, non sono animali allo zoo”. Ce ne andiamo incuriositi, e con un sacco di foto in saccoccia.

Il secondo giorno andiamo a fare un giro nel *gigantesco* Parco Tivoli, il polmone verde di Lubiana. E’ un vero e proprio bosco, con tanto di sentieri, alberi secolari, collina al centro e monumenti in mezzo al verde. Chiacchieriamo, al fresco sotto le fronde degli alberi. E’ domenica mattina, c’è poca gente in giro e sentiamo in lontananza le fanfare di qualche parata. Il pomeriggio prima abbiamo scoperto che il sabato dopo le due e mezza i local chiudono e si prendono il (meritato) weekend di riposo; giusto qualche bar e catena di supermercati rimangono aperti per chi sta in città, gli altri partono per le mete turistiche nelle vicinanze. Noi allora decidiamo di regalarci un bel pranzetto nella via vecchia e poi ripartiamo per il Nord. Ci aspettano gli ultimi due giorni di vacanza! Andremo a Bovec (Plezzo, in italiano) per qualche trekking e poi: casa dolce casa.

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