Storie vere di vanlife

Ho appena aperto un blog e sto già assente per due settimane, direte voi, che blogger poco responsabile! Ebbene si, mi sono assentata un po’ perché è agosto e sono andata in ferie!

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L’arrivo a Trenta

Io e il mio ragazzo, Simone, siamo partiti per la Slovenia per nove giorni di vacanze tra montagne e città ecologiche, alla ricerca di un po’ di frescura. A “sole” sei ore da casa, le montagne del Parco Nazionale del Triglav (l’omonima montagna di 2800 e rotti metri) ci hanno dato il benvenuto appena oltre il confine con l’Italia, accompagnandoci subito dopo con un temporale violentissimo. Nebbia e nuvole si alzavano tra i sempreverdi, il termometro segnava qualcosa attorno ai 16°: noi che arriviamo da pianure molto assolate, ci siamo sentiti subito meglio.

Le foto ve le mostrerò nei prossimi post, in questo vorrei raccontare alcune cose sul come siamo partiti: con il suo Doblò opportunamente camperizzato! Da qualche mese Simone ha infatti preparato un modulo in legno, tutto costruito a mano, inseribile nel bagagliaio dell’auto. All’interno si aprono una serie di cassetti che contengono un frigo, un fornello a gas, taniche d’acqua e provviste varie. Ed ecco la cucina!

Per dormire invece è facile facile, al “mobile cucina” si attacca una tavola, che appoggia su due piedi e contro i sedili davanti; su questa si stende un vero e proprio materasso…ed ecco la zona notte! Che quando non viene usata, diventa lavanderia: basta stendere un filo e appendere la biancheria lavata, per farla asciugare con l’aria che entra dai finestrini!

Avevamo già usato quello che è stato ribattezzato come Van Rooster, ma solo per qualche weekend (una massimo due notti in giro). Questa volta invece abbiamo letteralmente vissuto dentro una macchina, in due con il bagaglio, arrangiandoci con quelle poche – eppure più che sufficienti – cose che un’auto può dare. Avevamo il letto, sul quale abbiamo dormito alla grande (anche quando abbiamo preso la grandine…), avevamo la cucina, con la quale abbiamo preparato un sacco di cose buone, avevamo la macchina per spostarci, lo spazio per gli zaini e persino il bagno! Beh, ecco, la toilette era facile da trovare in mezzo alla natura, quanto alla doccia: ci è bastata la sacca stagna da dieci litri d’acqua per farci la doccia in due, più d’una volta.

Insomma. Siamo portati a credere di aver bisogno di un sacco di cose, tanto più in vacanza quando dopo mesi di lavoro ci si vuole solo rilassare e far coccolare, ma quando le nostre necessità basilari, riposare, mangiare e stare insieme, sono soddisfatte e si è circondati di tante cose belle, cosa serve d’altro?

La “vanlife” non è esteticamente perfetta come si vede su Instagram, non aspettatevi vasi di fiori e lucine e tende e coperte colorate: il materasso è sporco di piedi e le scarpe a volte puzzano un po’, la macchina è piena di terra portata da fuori, i bagagli ingombrano e spesso non troviamo la nostra roba nonostante lo spazio modesto. La vanlife non è come si vede, non per quello che abbiamo potuto scoprire noi. La nostra vanlife è stata più polverosa, ma decisamente più vera.

Seguiteci su Instagram per altre foto, meno belle, ma più reali:
Simone: https://www.instagram.com/simonegalletto/
Giulia: https://www.instagram.com/giuliacipollina9988/

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Simone e il Van Rooster

16 risposte a "Storie vere di vanlife"

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